joshua-earle-183442

Tempo libero

COMPITI PER LE VACANZE: GUARDATE LE STELLE

 

Il consiglio di Florenskij

Pavel Florenskij, uno dei più grandi pensatori del Novecento, diceva che per trovare la quiete nella stanchezza e la libertà nell’oppressione, fosse necessario guardare le stelle o l’azzurro del cielo. Scrisse queste parole ai suoi figli, desiderando per loro un’esistenza libera e felice, mentre si stavano allungando le ombre di uno dei peggiori totalitarismi del secolo scorso.

Compiti per le vacanze: guardate le stelle!

Le sue stesse parole oggi potrebbero essere rivolte a coloro che iniziano o stanno organizzando le vacanze. Agli adulti si potrebbe dire: “Vai in vacanza con il cielo”. Agli studenti: “Compiti per le vacanze: guardate le stelle”. Ciò che riposa veramente, ciò che rigenera è la bellezza, l’infinito, è quello che c’entra con il desiderio (sidera, in latino, significa “stelle”). In questo senso le stelle, il cielo, l’infinito si possono trovare oltre che nella bellezza della natura, anche nella compagnia di certi amici, nel dialogo con certe persone, nell’amore vero, nell’arte, nella lettura, in tutto ciò che ci richiama al nostro essere qualcosa di incommensurabile. Al contrario, vivere come se si fosse delle macchine da produzione (di utensili, servizi, voti scolastici, obiettivi) stanca.

La grande distrazione

Chi vive senza pensare di essere, in qualche modo, qualcosa che sta a suo agio solo di fronte all’infinito, finisce per essere un alienato. E prima o poi, per una strana pigrizia o per una strana superficialità, tutti passano dei periodi da alienati, in cui si cercano gli impegni (di lavoro, di studio o di svago) per non pensare. Siamo invasi, a volte, da una specie di grande distrazione che non ci fa pensare a noi stessi, al mondo intero o, come direbbe Florenskij, alle stelle.

Il disprezzo del tempo libero

A peggiorare le cose ci si mette anche la società che ci circonda. Uno dei segnali più inquietanti in questo senso è dato proprio dal disprezzo che molti così detti educatori hanno del tempo libero. Da un parte c’è, infatti, chi considera i periodi fuori dall’orario di lavoro o di studio il tempo del vuoto, in cui ci si deve lasciare andare al puro istinto (che può indurre all’agitazione o al letargo a seconda dei momenti e dei temperamenti). Dall’altra parte c’è chi tende ad occupare tutto il tempo libero con attività para – lavorative (corsi, sport, master, compiti, hobby di tutti i tipi) con lo scopo di ridurre al minimo la possibilità di ritrovarsi di fronte a se stessi e chiedersi “ma perché?”.

La scuola invade le vacanze

Significativo, in questo senso, è la tendenza a ridurre sempre più il periodo delle vacanze o il tentativo di far organizzare alle scuole l’intera giornata degli studenti o le vacanze. Perché si ha paura che gli studenti o le famiglie decidano in modo autonomo, originale e completamente libero come passare il loro tempo libero?

Uscire all’aria aperta!

In una società complessa come la nostra, soprattutto nelle vacanze, non prendere una decisione significherebbe obbedire ciecamente a qualcuno (professori, genitori, influencers, capi) che ci vuole fare andare in una delle due direzioni. L’alternativa è decidere di riposarsi, di rigenerarsi, di ritrovare se stessi. Allora forse bisognerebbe scegliere dei periodi o anche solo dei momenti della giornata dedicati al compito che il prof. Florenskij ha affidato ai suoi figli: uscire all’aria aperta e intrattenersi con il cielo.

 

foto:  Joshua Earle on Unsplash